Trieste è stato il porto più importante del Mediterraneo e la sua storia è tra le più antiche del bacino. La sua fortuna è iniziata nel XVIII secolo e da subito diventa "porto franco" grazie alla concessione dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo, che sostanzialmente ne ha lanciato il commercio, abbassando i dazi doganali su tante merci rare, come il caffè. Possiamo quindi immaginare il fermento culturale della città in quel secolo e nei successivi, oltre al meltinpot mitteleuropeo che si respirava nell’aria. Trieste è così diventata un punto di riferimento per tutta l’ Italia nello smercio del caffè e per la sua lavorazione in loco, con tante piccole (e grandi) torrefazioni locali. Per chi arriva a Trieste, per la prima volta, ordinare un caffè non è una questione da sottovalutare e può rappresentare una vera e propria impresa. Normalmente quando ci si reca in un bar, in giro per l’Italia, si ordina un espresso o un macchiato. A Trieste, invece, bisogna conoscere il lessico triestino del caffè. Sì, un vero e proprio lessico perché a Trieste: – il nero è il classico caffè espresso in tazzina; – il nero in b è il caffè espresso in bicchierino di vetro; – il “goccia” o “gocciato” è il caffè espresso con una goccia di latte caldo al centro; – il capo è l’espresso macchiato caldo in tazzina; – il capo in b è il macchiato caldo servito in un bicchierino di vetro; – il deca è un caffè espresso decaffeinato in tazzina; – il deca in b è un caffè espresso decaffeinato in bicchierino di vetro; – il capo deca è un caffè espresso decaffeinato macchiato in tazzina; – il capo deca in b è un caffè espresso decaffeinato macchiato in bicchierino di vetro; – il caffellatte è il classico cappuccino. Anche se, a Trieste, il modo prediletto di gustare il caffè al banco resta il capo in b. Dove “capo” sta per cappuccino, “in b” si pronuncia “bi” ed è l’abbreviazione per “in bicchiere”. A dire il vero non assomiglia tanto a un cappuccino in bicchiere, ma lo è per i triestini, che chiamano caffellatte quel che il resto d’Italia identifica come cappuccino, ovvero servito nella tazza grande con abbondante latte. Una particolarità è il bicchiere nel quale viene servito il capo in b, infatti è quello in vetro dell’ottavo da trattoria, a coste, che in passato era l’unico bicchiere abbastanza robusto da resistere al calore del caffè. Il 1° ottobre è l’International Coffee Day, la giornata internazionale a lui dedicata; chiudendo gli occhi, respirandone il profumo, lo festeggiamo da questa città che lo ama in modo particolare! E da non perdere una visita ai caffè letterari, storici luoghi d’incontro di poeti e famosi intellettuali. Ogni triestino vi è particolarmente affezionato per l’importanza che riconoscono alla cultura del caffè in città. A questo punto, dopo aver saputo quanto il caffè fa parte della storia e della cultura triestina, non ci stupisce che esiste anche un piccolo museo a tema. Per visitare il magazin del cafè possiamo rivolgerci all’Associazione Museo del Caffè. Una sezione dedicata al caffè si trova anche all’interno del Museo Commerciale; anche in questo caso la visita è su richiesta. Come ordinare il caffè a Trieste
Tour dei Caffè a Trieste
https://www.aifb.it/prodotti-tipici-italiani/caffe-a-trieste/
https://guidabora.it/trieste-citta-del-caffe/




